Signori si nasce, gentiluomini si diventa. L’uomo ideale, l’Arbiter, è educato al bello e al gusto di viverlo, più ancora che collezionarlo. Ciascuno è diverso e unico, mai un modello che si possa imitare, buono per tutte le taglie, perché il suo stile viene dall’anima, dalle esperienze vissute, dalle vittorie e dalle sconfitte, dai rimpianti, dai danni che ha fatto in giro e soprattutto a se stesso.

La vera eleganza è senza tempo e può essere rivelata da un dettaglio: un nodo di cravatta, una calzatura vissuta bene, un orologio che segna il tempo della memoria. Il gentiluomo lo si riconosce al primo sguardo dall’andatura sciolta ma sicura, da come saluta guardando dritto negli occhi, dalle mani curate o dal profumo che indossa. Il fascino discreto e la sensualità nascosta, ma non tanto che non emerga, fanno del suo savoir-faire una firma che appone su ogni gesto o parola. L’origine sociale conta poco, ciò che lo rende speciale sono le storie che ha vissuto sul campo o saputo ascoltare, altra attitudine che fa la differenza. Dalle notti nei deserti reali o morali, dalle poste che ha avuto il coraggio di scommettere, dai bicchieri di troppo e dalle avventure tra lenzuola scomposte. Quello che conta sono la nobiltà d’animo, la sobrietà, la cura. Trascuratezza e ostentazione non fanno per lui e tanto meno la millanteria, così comune nei luoghi di incontro virtuali e reali.

Per riconoscere dei punti fermi cui fare riferimento bastano alcuni esempi tratti da film memorabili cole il Grande Gatsby, La mia Africa, Ufficiale e Gentiluomo, o grandi icone come Marcello Mastroianni, Cary Grant, Robert Redford. Se non trasmettiamo queste immagini ai nostri figli, saranno più esposti alla decadenza di una società che diffonde più immagini di bullismo che non di bontà, parola cancellata dal vocabolario mediatico. Anche per questo esistono giornali come il nostro, che parlano di stili di vita, piuttosto che di vite di stile. Giovanni Papini scriveva ironicamente “In principio erano i mezzomini, cioè mezze bestie che però, con l’andar del tempo, diventarono, almeno in parte, grandi uomini, cioè eroi. Nei tempi moderni sono spariti via via i gentiluomini, i valentuomini, i galantuomini, e ultimamente son quasi scomparsi perfino gli uomini. Ora son rimasti sulla scena i sottomini che stanno fantasticando intorno ai superuomini”.

Non tutti si rendono conto che la tradizione non è guardare indietro. Il tradizionalista è il primo e spesso l’unico ribelle contro il conformismo, l’omogenizzazione, l’appiattimento, la riduzione degli uomini in gregge. In questa battaglia Arbiter, che è stata in prima linea sin dal primo giorno, schiera un’arma segreta. I Segreti dello Stile, appunto, che non è solo il titolo del libro scritto dal talentuoso Antonino Ubaldo Caltagirone, ma anche il percorso pratico e speculativo ideato insieme al bellicoso Franz Botré e al visionario Giancarlo Maresca. Lo scopo è mettere coloro che hanno piacere a sentir parlare del gusto a contatto con chi sui suoi singoli aspetti ha molto da dire, avendo consacrato loro la vita.

La prima uscita ufficiale sarà un Week-end in cui si alterneranno a ritmo serrato relatori e argomenti. Nessun insegnante che detti regole, semmai qualche maestro in grado di distillare dei principi. Tra i relatori e il pubblico, intervenuto da tutta Italia, si è creata una sintonia che ha favorito un dialogo proseguito anche nei “fuori onda”, a cena con sigari e distillati fino a tarda ora.
L’ultimo incontro si è svolto a Milano il 14 e 15 settembre negli eleganti spazi dell’Hotel Carlton Baglioni, in via Senato a Milano. Non è una seconda puntata… ma la continuazione di un dialogo di stili, comportamenti, occasioni, modi e maniere di vivere, con garbo, discrezione e gusto per le cose, che ci accompagnano. Ed è solo l’inizio. Non è una promessa quanto una minaccia, perché il manipoli di spiritosi personaggi che vedete in foto proporrà il prossimo anno una vera e propria Accademia del Saper Vivere, una sorta di corpo speciale che si muoverà a grande profondità e distanza, con appuntamenti anche all’estero. L’impostazione e i contenuti sono e saranno sempre tarati su un uomo per il quale il gusto non è mai scontato, chiuso nelle classifiche di una guida o codificato in corsi e diplomini. Il nostro uomo conduce incessantemente una ricerca fatta di attenzione, sperimentazione, confronto e momenti vissuti. Ed è proprio sull’arte di vivere, purgata da bizantinismi e prosopopea, che è incentrato il programma dell’iniziativa di settembre. L’incontro si rivolge anche e soprattutto a gentiluomini (e perché no gentili dame) già colti. È proprio qui il bello, i relatori si rivolgono a persone preparate, ma proprio per questo ancor più interessate a un programma in cui racconteremo nuove e meravigliose storie di cose e persone, di bar segreti, di speakeasy, di miscele magiche, di cravatte dai mille nodi, di linguaggi olfattivi dove l’essenza del profumo deve sposarsi non solo con la pelle ma anche con la storia che si vuole raccontare.

Seduzione, seduzione sempre e non solo con alcol, vino, cocktail e profumi, ma anche in cucina, coi segreti dello stile delle salse internazionali; ma si parlerà anche di “sani principi” a cominciare dalle cose che un gentiluomo non oserebbe fare mai e dai motivi di fondo per cui sono tabù. Non possono certo mancare in questa sessione relatori fondamentali che parleranno di sigari e come valutarli, sceglierli e fumarli con gusto; che prenderanno di mira e demoliranno i principali pregiudizi che limitano un’autentica conoscenza del vino; della filosofia dell’essere sottesa all’estetica relazionale, quella che ci fa notare, ammirare e credere;  di cocktail, di alcol e di altri incantesimi, con le storie di grandi cose, grandi uomini e grandi drink;  di tessuti e stoffe perché l’inverno sta arrivando e quindi si parlerà del linguaggio dei tessuti maschili pesanti. Ovviamente spazio anche alle signore, con una relazione sull’altra faccia della luna: come pensano e cosa vogliono oggi le donne? Ed in ultimo una eccezionale esperienza con: “mettiamoci le mani” tutti calzolai in meno di un’ora!
Esperienze pratiche con l’utilizzo di torchietti,  coltelli, pinze, martelli e spaghi. Per fortuna che abbiamo gusti molto semplici! Ci accontentiamo del meglio, Oscar Wilde dixit.

Roberto Pignoni
Da Arbiter – Giugno 2019

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